Probabilmente costruita su di un preesistente edificio sacro, a fine ‘400 era diventata l’oratorio della famiglia Gabrielli, nobili fanesi ma anche mercanti facoltosi con una bottega nella piazza maggiore. La facoltosa famiglia la dotò di un portale in pietra, salvato durante la demolizione del 1942 e tuttora visibile sullo scalone della Corte Malatestiana, ma soprattutto di un favoloso pavimento formato da piccole piastrelle di ceramica policroma, ciascuna diversa dall’altra, contenenti soggetti tratti da bestiari medievali, figure dei tarocchi ed emblemi legati alla casata, ciascuna decorazione inserita all’interno di un nastro circolare dipinto in modo prospettico dando l’impressione di camminare su centinaia di piccoli piatti deposti a terra. 

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