Tutto è cominciato diversi anni fa sulla spiaggia di Sassonia, con un gioco che Stefano era solito fare con suo figlio Davide, di appena tre anni e mezzo.

Il gioco, in riva al mare, consisteva nel cercare i sassi dalle forme più strane, che somigliassero a qualcosa, per poi disporli sul lettino sotto l’ombrellone e unirli per creare delle figure, dei volti, come un mosaico fatto di ciottoli.

“A malincuore, dopo averle fotografate, le nostre creazioni venivano distrutte o abbandonate al tramonto…il grande rammarico di dover perdere quelle che per noi erano delle piccole opere d’arte mi ha portato all’idea di incollarle su di una base di legno, rendendoli dei quadri veri e propri”.