Nel 1606 la decadenza di molte famiglie, l’incuria e l’abbandono degli altari che ne seguirono, portarono il padre guardiano dell’epoca a demolire tutti gli altari; anche le tombe dei coniugi Bianca Maria e Pandolfo III Malatesta, inizialmente poste nell’abside centrale, furono poi spostate all’interno del portico d’ingresso, che era stato commissionato dalla famiglia stessa, come testimonia lo stemma a scacchiera visibile sulle chiavi di volta di tutti e tre archi.
Nel 1662, in seguito al progetto di ripristino dell’unica navata finanziato dalla città, arrivarono anche i beni del convento di San Francesco di Rovereto presso Saltara, convento che nel frattempo era stato soppresso; nello stesso periodo all’archivio francescano furono affidati importanti atti con decreto comunale.
Nel 1696 un incendio sviluppatosi nella sacrestia e poi un terremoto nel 1672 provocarono gravissimi danni al convento che si degradò progressivamente tanto che nel dal 1762 al 1774, ad opera dell’architetto anconetano Francesco Ciaraffoni anche se con chiari riferimenti al Vanvitelli, si provvide a demolire le parti pericolanti compresi i due chiostri originari e a costruire una nuova struttura con un chiostro unico collocato centralmente.

Politica di spedizione

richiedi coupon Zion Fano CLICCA E RICHIEDI IL TUO BUONO SCONTO