La chiesa intanto continuava a degradarsi, tanto che dal 1802 le funzioni vennero celebrate nel refettorio per motivi di sicurezza, mentre la navata veniva utilizzata come magazzino e stalla; dal 1840 al 1850 furono intrapresi lavori di ristrutturazione ad opera dell’architetto fanese Arcangelo Innnocenzi e del senigalliese Giuseppe Ferroni che trasformò l’interno con gusto neoclassico. Ma l’intervento di Innocenzi non si rivelò corretto: alzò i muri perimetrali, sostituendo i pilastri interni che furono sostituiti da colonne a reggere una nuova copertura a volta e forse eliminò anche dei preesistenti contrafforti medievali. Le parti medievali esterne e quella esterna ottocentesca in alcuni punti presentarono in breve tempo distacchi fino a 4 cm.

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